Itc: crescono gli investimenti privati, ma non quelli della Pa

Anche dal mercato dell’Ict (Information and Communication Technology) giungono, almeno in parte, buone notizie: le imprese hanno finalmente ricominciato ad investire. In parte perché, se da un lato emerge una crescita degli investimenti da parte dei privati, altrettanto non accade per la Pubblica amministrazione.

Itc: crescono gli investimenti privati, ma non quelli della Pa

L’analisi sui vari settori, contenuta nel Rapporto 2015 di Assinform (realizzato in collaborazione con NetConsulting e presentato all’Expo di Milano), ha, infatti, certificato un’ inversione di tendenza in molti casi e un consolidamento della ripresa in altri.

Nel corso del 2014, per esempio, l’industria manifatturiera ha incrementato gli investimenti in Ict dello 0,6% rispetto all’anno precedente, quando si registrò, invece, una contrazione di ben sette punti percentuali. Stessa cosa hanno fatto le banche, le quali hanno riportato una crescita degli investimenti dello 0,8% sul 2013, anno in cui si registrò un -0,8%.

Anche il settore delle assicurazioni, quello delle Telecomunicazioni e dei media e quello dei viaggi e dei trasporti hanno registrato crescite dopo il calo riportato nel 2013. In particolare il settore assicurativo ha aumentato gli investimenti in Itc dell’1,5% dopo il .3,6% dell’anno precedente, quello Tlc e Media dello 0,9% dopo il -0,2% del 2013 mentre il comparto Viaggi e Trasporti è stato interessato da un +0,9%, -0,2% l’anno precedente.

Hanno invece consolidato la crescita degli investimenti in Information and Communication Tecnology settori come quello delle Utility, che nel 2014 ha riportato un +1,8% dopo il +0,6% del 2013.

Come già evidenziato, la crescita degli investimenti non ha però interessato il settore pubblico sebbene, secondo il Rapporto, molti rami della Pa abbiano comunque riportato almeno un rallentamento della caduta rispetto al passato. Segnale anch’esso che qualcosa si sta muovendo.

Ne è un esempio l’andamento riportato dalla Pubblica amministrazione centrale che ha visto scendere la spesa digitale del 2014 del 2,6% rispetto al 2013, quando si registrò un pesante -11,6%. Preoccupante anche il dato riportato da quella locale (-2,1% dopo il -7,1% del 2013) e dalla sanità (-2,2% dopo il -4,6% dell’anno precedente).

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